lunedì, settembre 17, 2007

Spiacenti...

Spiacenti... stiamo eseguendo la manutenzione dell'account.


Da venerdì sera questa è la frase che mi accoglie quando cerco di accedere alla mia casella gmail. E poi continua dicendo:

Al momento è in corso una manutenzione non prevista sul tuo account. Sfortunatamente non siamo in grado di dirti con esattezza quanto tempo richiederà. Stiamo lavorando il più rapidamente possibile per ripristinare l'accesso alla tua posta. Ci scusiamo per il disagio. Se hai domande, puoi contattarci all'indirizzo gmail-maintenance@google.com.

Ho provato a contattare BigG all'indirizzo indicato ma la risposta, pronta e cortese, era poco più di un classico "Apprezziamo la sua pazienza".
Che succede? Ammetto che non mi piace molto questa situazione... spero solo di riavere presto la mia posta!

giovedì, settembre 13, 2007

SempreVERDE

Sicuramente per molti Codroipesi l'edera non è altro che una “pianta lianiforme rampicante sempreverde, odorosa e velenosa, di altezza variabile da 50 cm a 15 m”, così come descritta dalle comuni enciclopedie. Eppure da alcuni mesi, precisamente dall'8 dicembre 2007, a Codroipo cresce una nuova Edera, la cui definizione è ben più difficile e complessa di quella appena letta.

Edera è uno degli oltre 6.000 circoli ARCI (Associazione Ricreativa e Culturale Italiana), che si occupano di tematiche varie, come cultura (arte, cinema/video, letteratura/poesia, musica, teatro/danza), turismo, diritti, impegno sociale, servizio civile e solidarietà internazionale, raggruppando circa 1.100.000 persone.
Edera quindi, a differenza di quanto pensano in molti, non è solo un bar. È molto di più.

Edera ha sede in via Divisione Julia, fra i capannoni della piccola zona artigianale affacciata a Via 29 Ottobre. In questo piccolo locale, sistemato grazie all'aiuto di decine di persone, si sono alternati, in questi primi mesi di attività, gruppi musicali e dj provenienti da paesi vicini (Udine, Trieste, Venezia, ... ), da città italiane (Bologna, Ferrara, Catania, ... ) e da paesi stranieri (Toronto, Chicago, Berlino, ... ) che ci hanno intrattenuto con le loro ballate pop rock, con scatenate danze folk, con improvvisazioni jazz mozzafiato, con i ritmi della musica rap, con dell'ottima elettronica d'avanguardia... e la lista non finisce certo qui. A questo si accompagna l'internet point (l'unico di Codroipo, se si esclude la biblioteca), un paio di videogiochi a gettone per gli appassionati dell'intrattenimento retrò, l'immancabile biliardino (o calcetto che dir si voglia) e un paio di consolle per gli amanti dei videogame moderni. Poi ci sono le proiezioni del giovedì, le serate a tema, la piccola rampa per lo skate (unica a Codroipo)... e chi più ne ha più ne metta. Insomma, da Edera è davvero difficile annoiarsi.

Inoltre, sabato 28 luglio, in collaborazione con il comune di Codroipo, Edera ha organizzato una rassegna di gruppi prodotti da etichette indipendenti Friulane presso il parco della biblioteca di Codroipo in via XXIX Ottobre.

Ma quello che lo contraddistingue, che rende Edera un posto “diverso”, è il clima che nasce al suo interno. Ci sono ragazzi di tutte le età, adolescenti e non, che passano la serata assieme, ognuno con i suoi amici e la sua compagnia, ma allo stesso tempo uniti dalla consapevolezza di essere soci allo stesso modo, di essere uniti dal senso di appartenenza. E questo offre un vantaggio, qualcosa che difficilmente si realizza in un semplice bar. Potremmo chiamarlo il meccanismo del Fratello maggiore, in cui chi è più grande, seppure sia lì per divertirsi, in fin dei conti tiene un occhio anche sui più giovincelli, perché l'interesse è comune, perché tutti vogliono divertirsi tranquillamente, evitando spiacevoli situazioni.

Se in un bar l'atmosfera si scalda, la mancanza del “senso di appartenenza” fa si che sia solo il gestore (e forse qualche fedelissimo) a cercare di placare gli animi. In un ambiente come Edera, invece, l'interesse è collettivo e le situazioni a rischio sono un danno per tutti. Non lo “sballo”, ma il divertimento. Non il “casino”, ma la compagnia. Non “l'eccesso”, ma l'entusiasmo.

Questa è la filosofia portante, questo è il clima che si respira da Edera.

Eppure a qualcuno tutto questo non piace. A quanto pare, nonostante il riconoscimento dato ad Edera dai Codroipesi (oltre 600 soci in 7 mesi) e dall'amministrazione comunale (per l'iniziativa del 28 luglio), qualcuno vuole sradicare Edera prima che le radici affondino per bene nel terreno Codroipese. La motivazione ufficiale vede il disturbo della quiete pubblica, il volume della musica, il rumore.

«Ma come» potrebbero dire i lettori più attenti «l'abitazione più vicina è a oltre 100 metri di distanza, e nel mezzo ci sono altri stabili, alberi, capannoni!». Eppure, nonostante l'attenzione nello scegliere un luogo lontano da abitazioni, qualcuno riesce a sentire la musica, a sentire le voci, ed a sentirle così forte da non poter dormire. Nonostante il livello del volume sia stato, su richiesta, più volte abbassato. Nonostante l'edificio offra un ottimo isolamento acustico. Nonostante i ripetuti interventi delle forze dell'ordine abbiano sempre trovato una situazione tranquilla e in regola, come da verbali.

Forse l'iniziativa giovanile non piace, o forse i genitori preferiscono l'idea che il proprio figlio, magari adolescente, se ne vada a zonzo per i classici bar (senza nulla togliere alla loro utilità), o se ne stia con gli amici su una panchina in penombra. Si, forse questo è lo scenario migliore che ci possiamo immaginare per i nostri figli. Socialità? Compagnia? Confronto? No, meglio chiudere tutto, che dia fastidio davvero o che sia solo un capriccio poco importa, l'importante è, per usare un termine attuale, Nimby (Not In My BackYard), ovvero “non nel mio cortile”.
Scrivo questa lettera perché Codroipo sappia, perché le persone sappiano, perché non c'è una seconda occasione per fare una buona prima impressione, ed ora è il momento per farla, prima che sia troppo tardi. Ora che avete letto questo, e che sapete qualcosa in più di cosa succede a Codroipo, decidete con la vostra testa se l'Edera di cui vi ho raccontato è poi così velenosa per la nostra comunità.

mercoledì, settembre 05, 2007

Limite illimitato.

Contenersi è un'opera molto difficile. Specialmente se, per tua natura, tendi ad essere esuberante, strabordante. Ed ecco che diventi fastidioso, che tratti gli altri con supponenza, che ti poni dalla parte del saccente. E non è un cazzo facile contenersi, davvero non lo è. Cerchi di morderti la lingua ma in fin dei conti, se parli, è perchè hai un'idea, hai un pensiero. E forse quella tua idea potrebbe rivelarsi risolutiva, così come potrebbe essere assolutamente inutile o, quantomeno, ininfluente.
Cerca di stare zitto, cerca di morderti la lingua, e, per piacere, togliti quella faccia da padrone del mondo indispettito, da agnellino con cuore e voracità lupesca. Ipocrisia, questo è. Fingi di lasciar fare, fingi di accettare che sia, e in realtà sei solo supponente, convinto che tu ha i ragione. Bella merda.
Santi quelli che ti sopportano, dico davvero, santi. Ti ascoltano, ormai forse assuefatti, e non ti dicono niente. Ma forse il problema è anche questo. Chi ti da contro? Con chi discutere? Perché sono rare le occasioni per una discussione, e con molta facilità sfociano nella facile aggressività o nella vigliacca alzata di mani. L'ideale è il limite, quel filo del rasoio tra essere d'accordo e non esserlo, quel coraggio di dire "secondo me no" ma con la tranquillità di chi lo dice sicuro di non ferire l'altro. Magari fosse così. magari.

lunedì, settembre 03, 2007

Potenza della comunicazione.

Il tempo non era dei migliori. Nemmeno dei peggiori, certo, ma non le belle giornate con cui starei al top. Ma non era certo questo il problema.
Apatia, rimorso. Forse più la seconda, ma sopratutto l'una causa dell'altra. Sai di aver fatto una stronzata, sai di non essere granché, sai di essere molta facciata ma poca sostanza, o almeno questo è quello che sospetti. Perché, ovviamente, tutto è il contrario di tutto. Più infinito e meno infinito, che alla fine si trovano. Che cazzata, o che genialata. E qui è lo stesso. Cosa è vero, cosa è falso? Pensa alle parole... e non trovi il senso.
Cosa mi sono detto ieri? Tutto parte da me. Se voglio una soluzione, non devo cercarla fuori. Dopo aver parlato, mi sono rasserenato. Meno apatia, più tranquillità. Situazione pericolosa, questo si. Perché la pressione porta ai risultati, mentre l'illusione di essere apposto con la coscienza genera solo inedia, e, peggio ancora, fa pensare di essere arrivati.
Ricorda, non sei solo questo, sei molto di più. Parla di meno, ascolta di più, parla di meno, ascolta di più, parla di meno, ascolta di più.
Muore tutto, l'unica cosa che vive sei tu, muore tutto, l'unica cosa che vive sei tu. Solo tu.

Ora basta.

È sicuramente molto più facile dare la colpa al resto. Colpa del lavoro, colpa delle cose, colpa del poco tempo, dei contesti, delle situazioni.
La verità è che è colpa mia, tutto parte da me, tutto torna a me. Se voglio vedere dei cambiamenti, so benissimo da dove cominciare.
Purtroppo sono sopraffatto dalle scuse, ma questa è una scusa a sua volta. Non ho tempo, sono stanco, sono frustrato, voglio divertirmi, ho diritto di fare le mie scelte. Fino a che punto? La mia libertà finisce laddove inizia la libertà degli altri. Questo è quello che mi hanno insegnato, questo è quello che credo. Ma dove finisce la mia libertà? Dove comincia quella degli altri? E se l'altro si sta prendendo troppa liberà, come cazzo faccio a capirlo, come faccio a dire quanto è giusto e quando è troppo? Va a finire che decido sempre che l'errore sta dall'altra parte, anche se spesso invece sta dalla mia. Ma è più facile dare la colpa agli altri, giudicare le situazioni comportandosi da giudice anziché da testimone, o meglio ancora da imputato.
Questa è la mia palude, qui sono, ora, e da qui devo uscire. Colpa mia. No. Si. Non lo so.
Va meglio, peggio,va meglio, peggio, qualcosa più di niente, QUALCOSA PIÙ DI NIENTE!

giovedì, luglio 12, 2007

Nuova vita al blog!

:-)