Sicuramente per molti Codroipesi l'edera non è altro che una
“pianta lianiforme rampicante sempreverde, odorosa e velenosa, di altezza variabile da 50 cm a 15 m”, così come descritta dalle comuni enciclopedie. Eppure da alcuni mesi, precisamente
dall'8 dicembre 2007, a Codroipo cresce una nuova Edera, la cui definizione è ben più difficile e complessa di quella appena letta.
Edera è uno degli
oltre 6.000 circoli ARCI (Associazione Ricreativa e Culturale Italiana), che si occupano di tematiche varie, come cultura (arte, cinema/video, letteratura/poesia, musica, teatro/danza), turismo, diritti, impegno sociale, servizio civile e solidarietà internazionale, raggruppando circa
1.100.000 persone.
Edera quindi, a differenza di quanto pensano in molti, non è solo un bar. È molto di più.
Edera ha sede in via Divisione Julia, fra i capannoni della piccola zona artigianale affacciata a Via 29 Ottobre. In questo piccolo locale, sistemato
grazie all'aiuto di decine di persone, si sono alternati, in questi primi mesi di attività, gruppi musicali e dj provenienti da paesi vicini (Udine, Trieste, Venezia, ... ), da città italiane (Bologna, Ferrara, Catania, ... ) e
da paesi stranieri (Toronto, Chicago, Berlino, ... ) che ci hanno intrattenuto con le loro ballate pop rock, con scatenate danze folk, con improvvisazioni jazz mozzafiato, con i ritmi della musica rap, con dell'ottima elettronica d'avanguardia... e la lista non finisce certo qui. A questo si accompagna l'
internet point (l'unico di Codroipo, se si esclude la biblioteca), un paio di videogiochi a gettone per gli appassionati dell'intrattenimento retrò, l'immancabile biliardino (o calcetto che dir si voglia) e un paio di consolle per gli amanti dei videogame moderni. Poi ci sono le
proiezioni del giovedì, le
serate a tema, la piccola rampa per lo skate (unica a Codroipo)... e chi più ne ha più ne metta. Insomma, da Edera è davvero difficile annoiarsi.
Inoltre, sabato 28 luglio, in
collaborazione con il comune di Codroipo, Edera ha organizzato una rassegna di gruppi prodotti da etichette indipendenti Friulane presso il parco della biblioteca di Codroipo in via XXIX Ottobre.
Ma quello che lo contraddistingue, che rende Edera un posto “diverso”, è il clima che nasce al suo interno. Ci sono ragazzi di tutte le età, adolescenti e non, che passano la serata assieme, ognuno con i suoi amici e la sua compagnia, ma allo stesso tempo uniti dalla consapevolezza di essere soci allo stesso modo, di essere uniti dal
senso di appartenenza. E questo offre un vantaggio, qualcosa che difficilmente si realizza in un semplice bar. Potremmo chiamarlo il meccanismo del Fratello maggiore, in cui chi è più grande, seppure sia lì per divertirsi, in fin dei conti tiene un occhio anche sui più giovincelli, perché l'interesse è comune, perché tutti vogliono divertirsi tranquillamente, evitando spiacevoli situazioni.
Se in un bar l'atmosfera si scalda, la mancanza del “senso di appartenenza” fa si che sia solo il gestore (e forse qualche fedelissimo) a cercare di placare gli animi. In un ambiente come Edera, invece, l'interesse è collettivo e le situazioni a rischio sono un danno per tutti. Non lo “sballo”, ma il divertimento. Non il “casino”, ma la compagnia. Non “l'eccesso”, ma l'entusiasmo.
Questa è la filosofia portante, questo è il clima che si respira da Edera.
Eppure a qualcuno tutto questo non piace. A quanto pare, nonostante il riconoscimento dato ad Edera dai Codroipesi (oltre 600 soci in 7 mesi) e dall'amministrazione comunale (per l'iniziativa del 28 luglio), qualcuno vuole sradicare Edera prima che le radici affondino per bene nel terreno Codroipese. La motivazione ufficiale vede il disturbo della quiete pubblica, il volume della musica, il rumore.
«Ma come» potrebbero dire i lettori più attenti «l'abitazione più vicina è a
oltre 100 metri di distanza, e nel mezzo ci sono altri stabili, alberi, capannoni!». Eppure, nonostante l'attenzione nello scegliere un luogo lontano da abitazioni, qualcuno riesce a sentire la musica, a sentire le voci, ed a sentirle così forte da non poter dormire. Nonostante il livello del volume sia stato, su richiesta, più volte abbassato. Nonostante l'edificio offra un ottimo isolamento acustico. Nonostante i ripetuti interventi delle forze dell'ordine abbiano sempre trovato una situazione
tranquilla e in regola, come da verbali.
Forse l'iniziativa giovanile non piace, o forse i genitori preferiscono l'idea che il proprio figlio, magari adolescente, se ne vada a zonzo per i classici bar (senza nulla togliere alla loro utilità), o se ne stia con gli amici su una panchina in penombra. Si, forse questo è lo scenario migliore che ci possiamo immaginare per i nostri figli. Socialità? Compagnia?
Confronto? No, meglio chiudere tutto, che dia fastidio davvero o che sia solo un capriccio poco importa, l'importante è, per usare un termine attuale, Nimby (Not In My BackYard), ovvero “
non nel mio cortile”.
Scrivo questa lettera perché Codroipo sappia, perché le persone sappiano, perché non c'è una seconda occasione per fare una buona prima impressione, ed ora è il momento per farla, prima che sia troppo tardi. Ora che avete letto questo, e che sapete qualcosa in più di cosa succede a Codroipo, decidete con la vostra testa se l'Edera di cui vi ho raccontato è poi così velenosa per la nostra comunità.